Il Bullismo tra le sbarre

Il Bullismo tra le sbarre

Il Bullismo tra le sbarre


Tematica abbastanza singolare è quella del bullismo all’interno degli istituti di pena.
Il fenomeno in questione, è stato oggetto di numerosi studi dai quali si è evidenziato una forte incidenza tra reclusione e fenomeno antisociale.
Preliminarmente alla disamina che segue, è necessario evidenziare che gli studi sono stati svolti in Inghilterra dove il sistema carcerario è incentrato sulla divisione dei detenuti in base ai reati commessi.
La categorizzazione carceraria è svolta in termini di livello di sicurezza al fine di contenere i detenuti.
Diversamente gli istituti penitenziari italiani, a causa del sovraffollamento, accolgono, nella medesima struttura, una varietà di soggetti che hanno commesso reati diversi, nonostante esistano dei reparti che dovrebbero permettere la categorizzazione dei detenuti.
Il fenomeno seppur , non studiato in Italia, è altresì diffuso e in aumento nel sistema carcerario.
La prima parte dei vari studi si è dedicata all’analisi dei dati ottenuti valutandone il contesto sociale al fine di ottenere una conoscenza maggiore della situazione carceraria, intervenendo nel miglior modo possibile adottando strumenti di prevenzione rafforzando, positivamente, l’ambiente carcerario.
Gli elementi da analizzare sono i detenuti e la loro individualità, che interagiscono con l’ambiente sociale carcerario e le motivazioni che danno vita al bullismo.
Nello specifico vi sono alcuni fattori determinanti:
a) ambiente con una ristretta disponibilità di beni materiali,
b) spazio limitato,
c) strutture gerarchiche poco definite,
d) alta tensione e scarsa presenza di relazioni, e interazioni tra i detenuti, in combinazione con le
loro esperienze personali, spesso altamente disadattive, (come ad esempio elevata impulsività e una prolungata esperienza di reclusione)
e) la frequenza degli eventi “aggressivi” nell’ambiente carcerario;
f) la risoluzione di queste aggressioni risultano limitate.
Inoltre si evidenzia come gli atteggiamenti di aggressione abbiano un ruolo determinante tra i detenuti.
Tale aggressioni nascono da una vera e propria “esigenza” al fine di bullizzare spesso come evento per opporsi.
Il quadro di analisi, evidenzia una rilevante componente interattiva dell’ambiente sociale di riferimento.
Nello specifico si assiste ad atteggiamenti di giustificazione dell’atto di bullismo.
Molteplici sono le motivazioni in capo alle visioni di vari elementi. Si assiste ad un rispetto degli aggressori e delle conseguenze delle loro azioni.
Le vittime vengono viste come persone in cerca di attenzione e che meritano di essere sottoposte al bullismo .
Tutta una serie di fattori che pongono l’attenzione sul personaggio “Leader” del gruppo.
E’ doveroso porre l’attenzione anche al fenomeno del bullismo perpetrato dalle vittime.
Quest’ultime , spesso, sono state loro ad indossare i “panni” del bullo poichè attraversavano una situazione di particolare pressione con ritorsioni e soprusi da parte degli altri detenuti.
Tali interazioni hanno sviluppato, nei detenuti-vittime, atteggiamenti di bullismo al solo scopo, di richiesta di aiuto intracarceraria.
In media i detenuti hanno rivelato atteggiamenti positivi e solidali nei confronti degli agenti di custodia per ciò che concerne il sostegno alle vittime, probabilmente perchè si percepisce maggiormente l’esposizione al rischio di essere vittimizzati e il loro unico punto di riferimento di “aiuto” è l’agente penitenziario.
A sua volta gli agenti e operatori penitenziari, sono stati oggetto di studio.
L’analisi sulle risposte di quest’ultimi, ha indicato una maggiore propensione a identificare aspetti dell’ambiente carcerario che favoriscono il bullismo.
Concludendo si può dedurre che tra i detenuti gli atteggiamenti a favore del bullismo sono stati giustificati o motivati dalla loro percezione dell’ambiente.
Gli elementi ai quali loro si riferiscono sono una non definita gerarchia nel gruppo e importanza ai beni materiali, con l’assenza di sanzioni necessarie per la loro condotta negativa durante la permanenza carceraria.

N.B. per una completa esegesi sulla tematica vedasi il seguente link : “Attitudes towards prisoner to prisoner bullying and the association with prison environments: Examining the components” https://pdfs.semanticscholar.org/0004/379f104d9d470796959a4dd868871deb2381.pdf

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Beatrice Pecora